Il Triennio

Il Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo si compone di due corsi, uno pomeridiano e uno serale.
La frequenza per entrambi i corsi é bisettimanale. (tot ore 6/7)
1° ANNO


2° ANNO


3° ANNO


I corsi del Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo di Napoli, hanno inizio nel mese di ottobre e terminano a giugno. Il laboratorio si articola su tre anni di base, proseguendo con un periodo di ulteriore approfondimento attraverso esperienze seminariali, incontri con artisti, maestri ed esperti teatrali di valore nazionale. Non esiste un solo “teatro”, un solo modo di farlo. L’arte teatrale si apprende attraverso la sedimentazione, nel corso della propria vita, di una molteplicità di esperienze le più diverse tra loro. Chi insegna mette a disposizione la propria storia, la propria esperienza, la propria cultura teatrale, che è sempre una parte di quel mondo così variegato, complesso ed affascinante che è il teatro. Il legame con il “maestro” non è da considerarsi relativo solo al periodo di apprendimento, ma resta nella memoria, nella pratica teatrale nel corso di una intera vita. In tempi in cui prevale l’instupidimento da immagine, il virtuale sul reale, la capacità di produrre sulla capacità di pensare, l’economia sulla politica, il potere sugli ideali, il benessere consumistico sul benessere culturale, l'apparire sull'essere, il teatro rimane l’ultima disperata zattera della creatività umana. In tal senso “fare teatro” vuol dire opporsi con la forza del sogno, della fantasia, della poesia, all’appiattimento culturale imposto da una società, ormai, in preda a un vero e proprio delirio di onnipotenza, di narcisismo, di egoismo e di profonda ignoranza. “Fare teatro” è, dunque, tenere in vita, alimentare e far crescere il nostro mondo interiore, è agire una controrivoluzione sentimentale incruenta, realizzare sacche di resistenza creativa contro l’arroganza, l’ignoranza e la strumentalizzazione del potere. Grande, dunque, deve essere il senso di responsabilità di chi agisce questa “nobile” arte nei confronti del pubblico cui si rivolge, perché grande e dirompente è la forza del rito teatrale, quando, compiendosi, riesce ad esprimere tutto il suo potenziale comunicativo. Il resto è puro intrattenimento. Il Laboratorio Teatrale Permanente vuole, dunque, evitare di creare e strumentalizzare illusioni, cercando, invece, di motivare e rendere responsabile, consapevole, chi ha deciso di entrare, sia pure in punta di piedi, nel rigoroso, magico e meraviglioso mondo del teatro. Il Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo è considerato uno dei massimi riferimenti cittadini di crescita culturale e professionale nell’ambito teatrale. Sotto il profilo professionale, l’appartenenza a tale laboratorio è diventata garanzia di serietà per molti addetti ai lavori, per cui molti dei nostri allievi sono oggi degli apprezzati professionisti ed altri sono entrati a pieno merito in tutte le maggiori Scuole di Teatro nazionali ed estere.

Docenti e discipline principali


Carlo Cerciello
- attore, regista -
recitazione e messinscena

Roberto Azzurro
- attore, regista -
tecniche vocali, dizione e recitazione

Paolo Coletta
- attore, compositore, regista -
canto e musica in teatro

Massimo Maraviglia
- drammaturgo, regista -
storia del teatro e drammaturgia

Ulteriori docenti e discipline


Raffaele Di Florio
- scenografo, regista -
dialoghi e relazioni

Eugenio Ravo
- mimo, regista -
analisi del gesto, tecniche di linguaggio corporeo

Anna Redi
- attore, regista -
analisi del gesto, tecniche di linguaggio corporeo

Marina Rippa
- teatroterapeuta, regista -
training teatrale e drammaturgia del corpo

Gennaro Patrone
- truccatore -
il trucco in scena

Gaston Troiano
- attore, regista -
clownerie, tecnica del movimento e improvvisazione

Il Corso

I Corsi di Perfezionamento Professionale del Teatro Elicantropo sono diretti da Carlo Cerciello, attore, regista e pedagogo, amato e seguito dai suoi allievi che riconoscono il valore innovativo del suo metodo, ne apprezzano il carisma e lo considerano una guida sicura ed efficace. Attraverso un lavoro più che ventennale il Teatro Elicantropo è riuscito a diventare un punto di riferimento per la formazione teatrale in tutta l'Italia centro-meridionale e grazie alla sua fama e le ottime prove offerte dagli ex allievi, riesce anno dopo anno ad allargare il suo raggio d'azione su tutto il territorio (a confermarlo sono le domande di ammissione in continua crescita). Sotto il profilo professionale, l'appartenenza a questo gruppo di lavoro è diventata per gli addetti garanzia di serietà, quasi un marchio di qualità, e molti dei ragazzi riescono ad intraprendere con successo la carriera teatrale. Una solida realtà culturale dunque che però per mantenere alta la qualità della sua proposta artistica e che, per crescere, ha assoluto bisogno di essere sostenuta.

Gli obiettivi fondamentali dei corsi di perfezionamento, consistono nel motivare, sensibilizzare e orientare l'allievo nel territorio complesso e meraviglioso, che definiamo, spesso genericamente, "teatro", rendendolo consapevole della propria responsabilità di comunicatore, nonché dell'unicità di una professione, al tempo stesso artigianale e artistica. Essere attore o regista non vuol dire esercitare il narcisistico sfogo della propria creatività, ma coordinare, rispettare ed esaltare quella degli altri, insieme alla propria, intorno ad un progetto il più possibile condiviso, motivato e solidale. Praticare teatro, in tutte le sue forme e metodologie di lavoro, non può prescindere da un'indagine attenta e costante della realtà che ci circonda. È questa l'analisi, l'osservazione e la verifica che definiamo "ricerca". Senza di essa il "teatro" stesso non esiste, perché non esistono le motivazioni per farlo, per vivificare, cioè, quel rituale simbiotico e catartico tra "attori" e pubblico, che rende il "teatro" unico ed insostituibile. Questi corsi, dunque, puntano alla formazione di artisti-artigiani creativi e consapevoli del proprio ruolo sociale.


Il Programma

La struttura generale dei Corsi di Perfezionamento Professionale prevede l'approfondimento della preparazione fisica attraverso il lavoro con coreografi e insegnanti del movimento, lo studio della voce come strumento tecnico, la voce parlata e il canto, consolidamento della base teorica con la guida di qualificati docenti per la costruzione di una consapevolezza critica.
I corsi di Perfezionamento professionale per attori si svolgono con cadenza bisettimanale nell'arco di sei mesi.


- Il corpo, il tempo e lo spazio
- Sviluppo delle competenze individuali, training e consapevolezza dei propri strumenti espressivi
- Esplorazione dell'azione vocale in relazione allo spazio scenico e alla sua gestualità: voce cantata e parlata
- Approfondimento delle geometrie del movimento e della relazione dello spazio con l'altro
- Costruzione del personaggio e lavoro sulle dinamiche di gruppo
- Analisi del testo drammaturgico
- Elementi di metodologia della critica teatrale
- Lettura all'impronta: ricerca del "punto di vista"
- Lettura radiofonica e lettura poetica
- Differenze recitative, metodologiche e pratiche. Immedesimazione stanislaskiana, straniamento brechtiano e confronto con la recitazione ronconiana
- Preparazione di un provino brillante e di uno drammatico
- Laboratorio con regia chiusa e aperta, su qualsiasi brano di tradizione o di ricerca
- Esercizi sui testi
- Prove pratiche ed esercitazione finale

Stages

Il Perfezionamento Professionale per Attori 2018/2019, riconosciuto recentemente dal MIBACT, comprende tanto gli incontri-lezione sulla recitazione, che quelli sulla regia teatrale diretti da Carlo Cerciello e ha cadenza bisettimanale.
Il corso 2018/2019 comprende incontri e stages con docenti del settore, di livello nazionale e internazionale:

lun 29 - mar 30 - mer 31 ottobre 2018
dalle ore 15 alle ore 20 (tot 15 ore)
FRANCESCA DELLA MONICA
numero chiuso max 18 allievi
LA VOCE NELLA DIMENSIONE GESTUALE E PERFORMATIVA
lun 3 - mar 4 - mer 5 dicembre 2018
dalle ore 15 alle ore 20 (tot 15 ore)
DARIO LA FERLA  
numero chiuso max 10 allievi
SULLA CORPOREITA’ POSSIBILE DEL DANZATTORE MODERNO E ANTICO

Ai suddetti stages hanno accesso in ordine di preferenza:
- gli allievi iscritti al Corso di Perfezionamento 2018/2019 (est-int)
- gli allievi più meritevoli iscritti al III anno del Laboratorio 2018/2019
- gli ex allievi più meritevoli iscritti in passato a regia e recitazione IV anno (est-int)
- gli ex allievi più meritevoli del L.T.P. Elicantropo, anche se non hanno frequentato il IV anno
- eventuali esterni, in base ai posti rimanenti, su colloquio e presentazione curriculum formativo

In partenariato con la Elledieffe e la Fabbrica dell'Attore di Roma, proseguendo e perfezionando la ventennale valorizzazione professionale degli allievi più meritevoli del Laboratorio Teatrale Permanente Elicantropo, il progetto ministeriale prevede, inoltre, il loro graduale avviamento al lavoro.


I Corsi di Regia Teatrale si svolgono con cadenza bisettimanale nell'arco di sei mesi.


- Analisi del test drammaturgico
- Elementi di metodologia della critica teatrale
- Nascita della Regia
- Simbolismo: Mejerchol'd, Appia, Dalcroze, Paul Fort, Gordon Crieg
- Ideazione e sviluppo di un progetto di spettacolo su testo predeterminato, dalla stesura cartacea del progetto stesso alla sua messinscena. Quindi analisi della scrittura drammaturgica
- Le avanguardie: espressionismo, dadaismo, futurismo, surrealismo.
- Antonin Artaud "il teatro e il suo doppio" e Jacques Copeau
- La scelta degli attori. I provini. Le prove teatrali. Assistenza teatrale e aiuto regia. Piano prove. Direzione di scena e ordine del giorno. Rapporti con i collaboratori tecnico-artistici: scenografo, costumista, musicista compositore, disegnatore luci, coreografo
- Antinovecentismo, neorealismo, ermetismo. Erwin Piscatoe e Bertolt Brecht. Etienne Decroux, Jerzy Grotowski, Eduardo De Filippo
- La trasformazione del linguaggio scritto in linguaggio scenico. Esercitazioni su testi di Shakespeare, Brecht, Muller, Bernhard, Weiss. Nozioni di riscrittura teatrale e di scrittura scenica. La contaminazione teatrale.
- Sperimentalismo, neoavanguardie e postmoderno, il teatro dell'assurdo.
- Motivazioni e differenze nell'uso del colore e dei vari tipi di illuminatori. Drammaturgia sonora. Differenze e motivazioni tra musica diegetica e di commento, tra scenografia formale e scenografia concettuale. Il costume teatrale e i suoi perché
- Dall'astrazione futurista alla grande regia. L'eccezione e la regola. Visconti tra regia e Scenografia. La linea Strehler-Damiani. Luca Ronconi e l'infinita sperimentazione. Scenografia arte e ricerca. Luzzati, il poliedrico
- Esercitazioni su testi
- Esercitazioni pratiche



Carlo Cerciello si occupa in prima persona di insegnare recitazione e messinscena sia nei corsi ordinari sia in quelli di perfezionamento per attori e registi.


Guglielmo Verrienti


L'attore e regista Roberto Azzurro, per le tecniche vocali, la dizione e la recitazione: attore, drammaturgo e regista, si specializza con artisti internazionali quali Habib Nagamouchi e Lindsay Kemp lavorando successivamente come assistente di Cobelli, Quartucci, Calenda; ha collaborato a lungo con l'Odin Teatret, lavorando anche con Kay Bredoltd.


Guglielmo Verrienti

L'autore e regista Massimo Maraviglia, per la storia del teatro e la drammaturgia, ha studiato con Ronconi, Trionfo, Camilleri; tra i protagonisti della sperimentazione teatrale a Napoli negli anni '80 è oggi docente di Filosofia e Storia e svolge oggi gran parte del suo lavoro teatrale all'interno di Asylum, di cui è co-fondatore.


Guglielmo Verrienti


Il musicista compositore e regista Paolo Coletta, per il canto e la musica in teatro: ha approfondito l'analisi dei linguaggi musicali in un percorso storico-musicale all'interno dell'Università Federico II; ha scritto più di 80 partiture di scena per Lindsay Kemp, Antonio Tabucchi, Gabriele Lavia, Gigi Piera Degli Esposti, Antonietta De Lillo. Nel 2009 ha debuttato in qualità di compositore nella stagione lirica del Teatro San Carlo di Napoli e del Teatro Stanislavskij di Mosca.


Guglielmo Verrienti

Oltre a questi docenti, che hanno un rapporto continuativo con il Teatro Elicantropo, se ne alternano altri di diverse discipline come il mimo Eugenio Ravo: formatosi a Parigi alla scuola del Maestro Decroux. L'attrice danzatrice e regista Anna Redi: nel suo percorso ha incontrato artisti come Martone, Delbono Vandekeus, Moscato, Cirillo, Santagata, Baliani, Amati lavorando sia nei teatri lirici che in quelli di prosa. L'argentino Gaston Troiano, allievo di Jaques Lecoq, per clownerie, tecnica del movimento e improvvisazione. Raffaele Di Florio per dialoghi e relazioni: regista e attore, si è formato con Eugenio Barba, Vies Lebreton, Leo de Berardinis, Rena Mrecka; ha collaborato tra gli altri con Carmelo Bene, Mario Paladino e lavora stabilmente come assistente di Mario Martone nella prosa, all'opera e al cinema. L'autore e regista Giuseppe Rocca per la scrittura drammaturgica: attualmente docente all'Accademia Silvio d'Amico; Aniello Mallardo, assistente di Carlo Cerciello, formatosi alla scuola del Teatro Elicantropo. Sono inoltre messi in calendario incontri e seminari di approfondimento su varie tematiche con importanti e affermati professionisti della scena italiana, nomi che non hanno bisogno di troppe presentazioni, come Isa Danieli, Enzo Moscato, Imma Villa, Fausto Russo Alesi, Marina Gonfalone, Cesare Accetta, Roberto Crea, Enrico Fiore, Giulio Baffi, Gianni Manzella, Gianfranco Capitta. Si moltiplicano così per gli allievi gli incontri e le esperienze. Nel corso del triennio ci auguriamo di riuscire ad allargare il gruppo dei docenti in modo da mettere a disposizione degli allievi un team ancora più allargato ed efficiente, capace di offrire 'Visioni' fuori dal comune così che i ragazzi possano avere una sempre maggiore consapevolezza delle proprie capacità e potenzialità. Nella rosa di coloro che, nel prossimo triennio, si andranno ad aggiungere al solido nucleo storico di docenti ci sono artisti e insegnanti di chiara fama come Francesca Della Monica, tra le più originali performer della musica sperimentale italiana; Fabrizio Gifuni, maestro nell'affrontare il tema dell'uso del corpo e del "magnetismo" dell'attore in scena; Davide lodice capace di esplorare le diverse forme della creazione scenica; Sonia Bergamasco attrice e insegnante di tecnica e pratica vocale; Antonio Sinagra musicista di chiara fama ed esperto teatrale; Renato Palazzi, già direttore della Civica Scuola Paolo Grassi di Milano e critico teatrale del Sole 24 ore. A partire dal 2019, saranno inoltre attivate delle collaborazioni con docenti stranieri provenienti da due prestigiose scuole: Central Saint Martins di Londra e l'École internationale de théâtre Jacques Lecoq di Parigi. Per quanto riguarda l'Italia si consolideranno i rapporti di collaborazione con il Centro Teatrale Santa Cristina di Gubbio con il quale già da anni il Teatro Elicantropo lavora in stretto collegamento.

Principali Curriculum Vitae

Scannasurice

di Enzo Moscato
con Imma Villa
regia Carlo Cerciello


Tempo e luogo: dopo il terremoto del 1980 a Napoli … e oltre.

Scannasurice è una sorta di discesa agli “inferi”, post terremoto, di un personaggio dalla identità androgina, nell’ipogeo napoletano dove abita, all’interno di una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei topi, metafora dei napoletani stessi e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘mbriana al Munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata.


Tommaso Le Pera

In Regina madre, si ha subito l’impressione che il personaggio della Madre sia in realtà lo specchio, o meglio, la proiezione della sofferenza che attanaglia il Figlio, condizionandone profondamente l’esistenza; Santanelli, accomuna al medesimo destino fallimentare Alfredo e la sorella Lisa, assente nell’opera, ma continuamente citata. Questo gioco al massacro, dunque, infantilmente agito e subìto, mi ha suggerito di mettere in scena il testo, dando concretezza al rituale onirico e psicologico di due fratelli alle prese con il fantasma della Madre


Salvatore Pastore


Così come Lenin aveva detto che si sarebbe alleato anche col diavolo pur di far trionfare la rivoluzione, l'esule Brecht non disdegnò di portare sulla scena personaggi, situazioni e vicende più consone al teatro borghese dell'epoca, purché servissero a rinfocolare nei pubblici di tutto il mondo l'odio per il nazismo. 24 scene, è il sottotitolo del testo, di cui, le prime ventitre, non sono che documenti di disfatta. Le più sono a carattere di flash, di rapidi scorci, le altre più diffuse e discorsive, a volte perfino verbose, come si conviene alla borghesia medio-piccola nelle sue varie sfaccettature sociologiche. Intellettuali, scienziati, medici, giudici come anche operai, bottegai, domestici, soldati, la paura contagia tutti, colpisce ovunque, ma Brecht intende giungere a quel “no” finale, che al di là di una debolissima traccia di riscatto, appare piuttosto un monito e una speranza per le generazioni a venire.


Guglielmo Verrienti

Attraverso i monologhi femminili della Kellett, si delinea un ritratto irrequieto, problematico, ma profondamente autoironico dell’universo femminile. La santa, la brava ragazza, la remissiva, la reginetta di bellezza, la terapeuta, l'ottimista, la straniera, la fidanzata, la cinica, la donna in carriera, la lavoratrice, la suora, la superstar, la prima donna, a cui si aggiungono la martire e la disabile scritti da Angela Villa e dal sottoscritto, sono ritratti di donne apparentemente diverse tra loro, ma fortemente accomunate dal fatto di sentirsi incomprese protagoniste di un disagio esistenziale, che talvolta le contrappone e talvolta le rende schiave, tanto del giudizio, che del pregiudizio, non solo nei confronti del maschio, temuto, desiderato, conquistato o respinto, ma anche e soprattutto delle donne stesse. I diciassette personaggi femminili del testo, saranno interpretati da sole cinque attrici, che si sono formate e perfezionate professionalmente presso il nostro Laboratorio Teatrale Permanente.
progetto Ministeriale triennale 2018/2021 Perfezionamento Professionale


Fabrizio Brix

Stagione 2018/2019

Il Teatro

Il Teatro Elicantropo di Napoli nasce nel 1996 in Vico Gerolomini n. 3, in uno stabile del seicento che una volta era parte integrante del complesso dei Gerolomini, diretto da Carlo Cerciello, attore e regista, dall’attrice Imma Villa e da Pierpaolo Roselli e prosegue la sua attività, dedicando le sue stagioni teatrali alla drammaturgia contemporanea italiana ed europea, valorizzando il lavoro di autori, attori, registi, scenografi, costumisti, tecnici, recuperando un rapporto diverso, più diretto ed immediato con il pubblico, continuando a puntare, cioè, sull’intelligenza e sulla sensibilità di coloro che non hanno ancora rinunciato alla riflessione e al sentimento. In tutti gli anni di attività ha confermato con coerenza e tenacia, la sua vocazione ad un teatro politico di impegno civile e sociale, rivolto al contemporaneo, alle tragedie dei nostri tempi.

Trasparenza


TEATRO ELICANTROPO ANONIMA ROMANZI

DIRETTIVO
Il Direttivo non percepisce alcun compenso "ai sensi dell'art 9 , comma 2 della legge 112/2013"

Direttore Artistico, Presidente e Legale Rappresentante
Carlo Cerciello
CRCCRL51S28F839N
Data della nomina: 3/8/1992

Vicepresidente
Immacolata Villa
VLLMCL64B64F839F
Data della nomina: 19/01/2003

Segretario
Pierpaolo Roselli
RSLPPL52A14F839D
Data della nomina: 15/03/1994


Legge 4 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) comma 125-129 dell’art. 1
Contributo ricevuto dal MIBACT – D.M. 1 luglio 2014 Art. 20 Azioni Trasversali - Promozione (Art. 41, comma 1, del D.M.) c) Progetti di Perfezionamento Professionale anno 2018: 26.862,00€

Indirizzo


Vico Gerolomini 3
Napoli

Telefono


Maria Luisa Martella
3491925942 - 081296640

Prenotazione


E’ possibile prenotare i biglietti solo telefonicamente contattando la biglietteria del Teatro.

Botteghino


Lunedi'
15/20
Martedi'
19/20
Giovedi'
17/20
Venerdi'
15/20
Sabato
14/20
Domenica
16/18

Ritardo


Si raccomanda la puntualità.
A spettacolo iniziato gli spettatori in ritardo non potranno accomodarsi in sala.